MANIFATTURA DI CHIARAVALLE

SPADONE DI CHIARAVALLE

RECENSIONE  SPADONE DI CHIARAVALLE

Piccola introduzione a carattere storico. Lo Spadone di Chiaravalle è un tabacco indigeno italiano abbandonato nel secondo dopoguerra e ora nuovamente coltivato e utilizzato grazie alla Manifattura Tabacchi di Chiaravalle (IT Manufacturing). Coltivato nella zona di Sansepolcro a partire dal ‘700, ebbe una notevole diffusione nella seconda metà dell’800 nella zona di Chiaravalle nelle Marche. Veniva impiegato prevalentemente nella produzione di polveri da fiuto e solo in piccola parte come trinciato forte per pipa. La sua origine va collocata nell’areale di Sansepolcro e più esattamente nelle terre di Chitignano in provincia di Arezzo. Dalla Toscana il tabacco fu poi coltivato a Chiaravalle nelle Marche. Ed è qui che si sviluppa e nasce la varietà indigena Spadone di Chiaravalle. Coltivato sin dal 1750, ne esistevano 3 varietà: il tipo giallo, il tipo chiaro e il tipo scuro. Grazie al suo elevato contenuto di nicotina fu impiegato nella produzione di polveri da fiuto e solo le foglie migliori della varietà scura venivano utilizzate anche nei trinciati da pipa. La Manifattura Tabacchi di Chiaravalle nasce nel 1759, ma la produzione regolare di tabacco da fiuto, sigari e trinciati partirà solo un secolo dopo. La Manifattura Chiaravalle utilizza solo tabacco 100% italiano. 

Il sigaro Spadone di Chiaravalle è un ammezzato particolare, che esce dalla tradizione dei sigari italiani in puro Kentucky (i “toscani” per capirsi). È un pancia larga composto da tabacco Spadone di Chiaravalle e da tabacco Kentucky. La fascia (stesa a mano) è Kentucky della Valtiberina mentre il ripieno (short filler) è una miscela di Spadone di Chiaravalle e di Kentucky della Valtiberina. Solo puro tabacco italiano. Lavorazione a macchina. Nell’astuccio contenente i sigari sono riportate le seguenti indicazioni: “4 sigari stagionati 6 mesi prodotti con tabacchi coltivati e lavorati nella Valtiberina”. “La ricerca della Manifattura di Chiaravalle ridona vigore ad un antico seme, scelto e amato da eroi e poeti. Dopo 300 anni torna lo SPADONE che, insieme al pregiato Kentucky della Valtiberina, dà vita al sigaro AMMEZZATO DI CHIARAVALLE”. “Apprezzato sin dal XVIII secolo, da antichi semi autoctoni torna lo SPADONE DI CHIARAVALLE. L’Ammezzato, lavorato sapientemente nella Valtiberina, viene stagionato 6 mesi affinché possa esprimere al meglio le sue caratteristiche organolettiche che si fondono in un connubio armonico di forza e corposità”. Queste le informazioni fornite dalla casa. Confezione in cartoncino bianco e rosso con emblema contenente 4 sigari senza cellophane. Prezzo contenuto.

Veniamo alla recensione. Dimensioni apprezzabili, ma non esagerate. Nella norma. La lunghezza è 7,5 centimetri per un peso che varia da 4,6 a 5,1 grammi (quasi tutti sui 5 grammi). Il colore della fascia è marrone tonaca di frate, in alcuni esemplari più chiaro, in altri più scuro. Profumo a crudo leggero, di legno. In fumata sapore amaro, intenso, ma di un amaro diverso rispetto al Kentucky. Meno affumicato. Profilo aromatico ricco: in prevalenza legno, ma anche mallo, frutta secca, spezie e caffè amaro. Forza media, corpo medio pieno e intensità media. Buona la combustione. Bocca asciutta, ma pastosa, lega parecchio. Retrogusto amarotico, persistente. È un buon sigaro, interessante e soddisfacente. Trasmette un senso di sazietà. Diverso rispetto ai classici ammezzati di puro Kentucky (“Toscanelli e compagnia”), ma non per questo inferiore. Da provare assolutamente. Indicato agli amanti dei “Toscani” e anche ai novelli fumatori, ma con cautela (non è leggero). Non indicato agli amanti dei sigari caraibici; è totalmente diverso e molto lontano dal sapore dei sigari “avana”. Abbinamento consigliato una grappa bianca secca di buona struttura e gradazione alcolica.

Voto 8,5 su un totale di 10

Paolo Zancanaro 03 Ottobre 2025