AMMEZZATO GARIBALDI

RECENSIONE  AMMEZZATO  GARIBALDI

Un tempo l’Ammezzato Garibaldi era un sigaro davvero straordinario. Era un “Toscanello” maggiorato fatto con tabacco Kentucky beneventano. Era lungo circa 9 cm, con pancia e punte maggiorate e pesava quasi 5 grammi. Questo fino ai primi anni 2000. Oggigiorno è semplicemente la metà di un Garibaldi tradizionale, né più né meno. Anche la composizione è in parte cambiata e il “sigaretto” odierno non ha certo le qualità che aveva in precedenza, ma vediamo le caratteristiche attuali. La lunghezza è 7,7 centimetri precisi, mentre il peso è molto variabile e oscilla tra i 3,1 e i 4,4 grammi negli esemplari più “cicciotti”. Cura (essicazione) a fuoco non prolungata (medio breve), fermentazione media e stagionatura media. Classica forma troncoconica. La fascia è Kentucky italiano (foglie selezionate), mentre il ripieno è una miscela di Kentucky italiano ed estero. In particolare il ripieno è formato con tabacchi Kentucky coltivati nella provincia di Benevento, cui viene aggiunta una selezione di tabacco Kentucky di provenienza estera sottoposto a un particolare processo di affumicatura realizzato per migliorare e completare il profilo aromatico del sigaro. La lavorazione è a macchina nella manifattura di Cava de’ Tirreni. Anno di lancio 1984. Confezione in cartoncino verde da 5 sigari non “cellofanati”. Nell’astuccio, al centro campeggia la scritta Garibaldi in bianco e sulla destra l’immagine dell’Eroe dei due mondi. La scatoletta riporta la seguente indicazione: “Garibaldi. 5 sigari ammezzati con Kentucky beneventano”. Prezzo contenuto e accessibile a tutti.

N.B. Garibaldi era solito fumare i sigari Toscani ammezzati, probabilmente per una questione di comodità e di tempo. Ecco, questo sigaro vuole essere un omaggio a questo importante personaggio storico d’altri tempi.

Veniamo alla recensione. È la metà del Garibaldi classico e ne conserva in buona sostanza le caratteristiche. A crudo il profumo è in prevalenza di stallatico. In fumata il sigaro è gradevole, rotondo, delicato e non aggressivo. Il Kentucky beneventano è morbido, con note dolci e il sigaro si presenta equilibrato, aromatico e nel complesso piacevole. Evoluzione discreta. La paletta degli aromi è particolare, con in prevalenza legno, frutta secca, note tostate, spezie e un po’ di terra nel finale. Leggermente piccante, ma poco. Note dolci e note amare si alternano, con in prevalenza quelle dolci. Forza media e discreto il corpo. Buona l’intensità aromatica. Retrogusto delicato, dulcamaro e un po’ pepato. Persistenza leggera. Bocca asciutta e lievemente pastosa. Buono il tiraggio e buona la combustione. Facile da fumare. Popolare, economico e senza troppe pretese. Aromatico quanto basta. Indicato a tutti e a qualsiasi ora del giorno. Indicato per fumate veloci. Particolarmente indicato a chi desidera passare dalla sigaretta al sigaro. Poco indicato a chi ricerca fumate robuste e complesse. Rapporto qualità prezzo sufficiente. Abbinamento consigliato: va bene con qualsiasi distillato, anche con caffè. Il mio giudizio complessivo (valutazione) non supera la sufficienza, per la notevole differenza qualitativa rispetto alla vecchia versione e per le dimensioni troppo contenute (non tutti) che lo fanno assomigliare più a un “sigaretto” che non a un vero ammezzato.

Voto 6 su un totale di 10 (valutazione 7 per gli esemplari più robusti)

Paolo Zancanaro 8 Maggio 2026