Kentucky

Prima di parlare di questa eccezionale cultivar è necessario fare una premessa. Il tabacco Kentucky non è una varietà di Burley. In passato si riteneva che la sua origine fosse da ricondurre ad una mutazione del Virginia. In seguito si sono riscontrate maggiori somiglianze con il tabacco Burley, tanto da indurre alcuni a ritenere che si tratti di due varietà dello stesso tabacco. Con ogni probabilità il Kentucky deriva quasi sicuramente da un ceppo ancestrale comune, ma è a tutti gli effetti un altro tabacco. Ancora oggi tuttavia gli americani ritengono che il Kentucky sia una varietà scura di Burley, tipica della zona geografica omonima. Pur riconoscendo una parentela tra i due tabacchi, Burley e Kentucky sono certamente differenti. Diversi botanicamente (pianta, foglia), diversa la cura (ad aria per il Burley, a fuoco diretto per il Kentucky), diverse le caratteristiche (tabacco neutro il Burley, tabacco dal grande aroma il Kentucky), diversa la resa in fumo (gusto non definito, delicato e media forza per il Burley; al contrario grande forza e gusto fumoso, persistente, intenso, ben definito e robusto per il Kentucky). Purtroppo anche la terminologia americana spesso non aiuta: molte volte per indicare il Kentucky viene utilizzata l’espressione dark fired Burley (il significato è Burley scuro curato a fuoco che per molti americani indica il Kentucky). La differenza sta nel fatto che per gli americani il Kentucky Burley indica il tabacco Kentucky, da loro considerato una varietà più scura di Burley coltivata nello stato del Kentucky, mentre per noi europei è semplicemente tabacco Kentucky. Ma qui ci fermiamo. Basti solo sapere che nella stragrande maggioranza dei casi il termine “dark- fired” indica il tabacco Kentucky curato a fuoco diretto (il Burley è – tranne rarissime eccezioni – sempre curato ad aria). Infine va detto che molto spesso gli americani distinguono semplicemente il White Burley dal Brown Burley intendendo con il primo il Burley vero e proprio e con il secondo il Kentucky.    

Il Kentucky è un tabacco straordinario, ad alto contenuto nicotinico, di grande struttura, forza, corpo, aroma e gusto. Prende il nome dall’omonimo stato dell’America del nord da cui ebbe origine. Inizialmente veniva utilizzato come tabacco da mastico e successivamente, con l’avvento delle sigarette, nel ripieno di quelle forti. Ora come ora il Kentucky, un po’ come il Virginia, è un tabacco versatile adatto a molteplici impieghi. Il nostro sigaro toscano, esportato in tutto il mondo, è fatto 100% con tabacco Kentucky. Inoltre il tabacco Kentucky è impiegato nei trinciati per pipa come base unica (raramente), più spesso come base insieme ad altri tabacchi (Virginia, Burley, Maryland) e qualche volta a piccole dosi come nota condimento. Si combina bene con tutti i tabacchi. Sovente è utilizzato per irrobustire miscele troppo blande nel gusto o troppo leggere o con poco corpo. Non adatto a mixture leggere o dolciastre. Viene tuttora impiegato come tabacco da mastico e a volte anche nella produzione di polveri da fiuto. Da ultimo viene utilizzato nel ripieno delle sigarette scure di tipo francese e nei trinciati olandesi per sigarette a mano.

Il tabacco Kentucky è un tabacco scuro, curato a fuoco diretto (fire – cured) e, se così si può dire, “affumicato”, vale a dire sottoposto a esposizione diretta al fumo prodotto dalla combustione di legni particolari. Nei locali adibiti alla cura vengono accesi appositi fuochi con legna secca per produrre fumo senza fiamma. Viene utilizzata legna che produce un fumo dall’odore forte e pregnante (quercia, faggio, leccio e altro). Il fumo così prodotto penetra nelle cellule delle foglie che assumono un colore che va dal marrone al marrone scurissimo. Ma soprattutto questa “affumicatura” conferisce e trasmette alle foglie in cura un particolare gusto e aroma che si riflette nel prodotto finito destinato al consumo. Il tabacco Kentucky viene coltivato prevalentemente negli Stati Uniti, in Italia, in Africa, in Messico e in Polonia. Qualitativamente parlando il miglior tabacco Kentucky è sicuramente quello prodotto nello stato del Kentucky e del Tennessee. Al secondo posto – ma alcuni lo ritengono dello stesso livello qualitativo se non addirittura superiore – il Kentucky coltivato in Italia.

Prodotto italiano per eccellenza è il sigaro Toscano. La singolarità di questo nostro sigaro è quella di essere composto da due soli elementi costitutivi: fascia e ripieno. Naturale al 100%, non contiene additivi chimici né aromatizzanti, solo puro tabacco Kentucky fermentato. Il gusto di questo sigaro è forte, robusto, intenso, pregnante, persistente, squisitamente ruvido e spigoloso. Lo si può fumare ammezzato o intero. I toscani interi si possono ammezzare, ma esistono in commercio anche i toscanelli. Nasce per caso, o almeno così pare. Da una partita di tabacco lasciata incautamente all’aperto e alle intemperie. Anno 1815, siamo in quel di Firenze. Un classico temporale estivo bagna abbondantemente alcune botti di tabacco Kentucky lasciate in un cortile. Il tabacco così inzuppato fermenta e acquista un odore sgradevole. Che fare? Per non gettare tutta la partita, il proprietario del tabacco decide di produrre sigari di poco costo, senza la sottofascia. Incredibile successo. Da allora fermentazione indotta di proposito. Nasce così il sigaro fermentato, storto, bitorzoluto, scuro, maschio e dal gusto forte e robusto. Nasce così il sigaro Toscano, costituito di sola fascia e ripieno, ma dalla grande personalità. Il processo di fermentazione del tabacco Kentucky dura oltre venti giorni ed è fase fondamentale (insieme al metodo di cura) della lavorazione del Toscano perché responsabile del gusto forte e dell’aroma tipico del sigaro.