AMBASCIATOR ITALICO

TORPEDO

RECENSIONE ITALICO TORPEDO

Altro pezzo da novanta di casa MOSI e lo si capisce dal prezzo. Fa parte delle “Edizioni Limitate, create per esprimere al massimo la qualità della materia prima” (così indica la casa). Lanciato nel novembre del 2019. Vediamo le caratteristiche tecniche. Il sigaro è fatto totalmente a mano con fascia e sottofascia e il ripieno è un long filler orientato, vale a dire formato da lembi di foglia interi (non trinciato) disposti e allineati con precisione assoluta secondo criteri ben definiti. Il ripieno “orientato” è volto a garantire un tiraggio perfetto, una combustione regolare ed uniforme e una paletta aromatica equilibrata e bilanciata. La fascia del Torpedo è tabacco Kentucky della Valtiberina. La sottofascia è Kentucky veneto della zona di Verona. La miscela del ripieno è formata da Kentucky nordamericano (provenienza Tennessee) e Kentucky italiano (provenienza Veneto e Toscana). Il Torpedo presenta una lunghezza di 15,5 centimetri (dall’estremità della punta chiusa al piede) e un peso di 14,3 grammi. La forma è quella tipica del “figurado”. La testa del sigaro, appuntita e chiusa (torpedo, appunto), va tagliata. Pancia larga. Ovviamente non è ammezzabile. L’affinamento del sigaro è molto lungo, oltre 15 mesi di maturazione. Confezione in cofanetto da 3 sigari, ma esiste anche la confezione singola. Molto costoso, 20 euro a pezzo. 

Il profumo a crudo è prevalentemente cuoio, pelle, braci spente e legno bruciacchiato. La fascia è di un bel marrone tonaca di frate, liscia (poco ruvida) e setosa. Il sigaro è molto compatto, duro al tatto, robusto, bello da maneggiare e da vedere. Anche l’apparenza vuole la sua parte. 

Dopo l’accensione emerge quello che è un difetto irrecuperabile: tiraggio difficoltoso, direi quasi impossibile, che evidenzia difetti nella costruzione. Tutto il resto non ha rilevanza quando il sigaro non tira. Il sigaro è troppo compatto, troppo pieno, troppo resistente e il tiraggio è compromesso in via definitiva. Per un sigaro molto costoso è un difetto gravissimo. Nessuno mette in dubbio la qualità della materia prima, ma a che serve una qualità elevata se il sigaro difetta nel tiraggio? Difficile parlate delle note organolettiche di fronte alla difficoltà di poter assaporare il sigaro. Proviamo ugualmente. Il sapore è puro, naturale, genuino, a tratti delicato. In prevalenza noci, mallo, cuoio e un po’ di legno. Forza media e carica nicotinica elevata. Dopo la prima metà la forza aumenta notevolmente e il tiraggio migliora leggermente. Retrogusto tendente all’amaro. Bocca asciutta e pastosa. Lega parecchio e lascia una sensazione di bocca impastata. Brucia lento, molto lento. Combustione della fascia regolare. Tempo di fumata molto lungo. Rapporto qualità prezzo scadente (troppo costoso). Nel complesso non lo consiglio. Indicato solo a fumatori molto esperti e soprattutto pazienti. Non indicato ai neofiti e ai principianti. Abbinamento consigliato un distillato di uva (tipo Prime Uve).


Voto 4 su un totale di 10 (presenta un costo eccessivo e difetta troppo nel tiraggio)


Paolo Zancanaro 3 luglio 2026