LA COLONIALE BUENA VIDA
RUBÈSTO
RECENSIONE RUBÈSTO
È il top di gamma di questo brand italiano particolare che realizza sigari combinando il Kentucky con tabacchi tropicali (producono al momento solo 3 sigari: Il Coloniale – Ascaro – Rubesto). La casa fornisce le seguenti indicazioni: “Sigaro “long filler” di fattura imponente con i suoi 12 cm di lunghezza ed un cepo 50. Caratterizzato da un cuore costituito al 60% da selezionato Kentucky americano ed ingentilito dalla presenza dei migliori tabacchi caraibici, il tutto impreziosito da una fascia San Andres extra.” La scatola riporta le seguenti ulteriori indicazioni: “RUBÈSTO 3 Sigari Fatti a Mano. Fascia: San Andrès – Sottofascia: Sumatra – Ripieno Long Filler: Kentucky Americano e Criollo 98. Stile Italiano”. In altri termini questo sigaro è realizzato con una pregiata fascia messicana (il tabacco San Andreas è molto ricercato per le eccellenti e scure fasce maduro), una sottofascia anch’essa pregiata (foglia di tabacco Sumatra) e nel ripieno una miscela formata da Kentucky americano al 60% e Criollo 98 dominicano al 40%. Il sigaro è fatto a mano nella Repubblica Dominicana e il ripieno è long filler, vale a dire con lembi di foglia interi e non trinciato (per informazioni più dettagliate sulla manifattura si rimanda alla recensione del Coloniale). Confezione in astuccio cartonato di colore grigio contenente 3 pezzi protetti da cellophane. Il piede del sigaro è avvolto da una fascetta rossa. Costo elevato ma non esagerato.
Veniamo alla recensione. Sigaro bello e imponente di forma troncoconica. Assomiglia ad un ammezzato lungo e maggiorato (ma è improprio definirlo così). In ogni caso non è ammezzabile. Lunghezza di poco meno di 12 cm (11,8) per un peso che oscilla tra i 9 e gli 11 grammi. Il diametro del piede è di quasi 2 cm. La fascia è di un bel marrone scuro (maduro) con qualche venatura evidente. Appena tolto il cellophane si avverte un intenso profumo di tabacco avana che richiama i sigari “premium” dei paesi caraibici. Presenti al naso anche note di stallatico. Dopo l’accensione il sapore è insolito e particolare. Parecchio aromatico. Si avvertono note tostate, speziate e una discreta dose di piccante (pepe), ma anche legno affumicato, caffè amaro e cioccolato fondente 99%. Le note amaricanti prevalgono su quelle dolci. Si sente il Kentucky e si sente molto bene anche il tabacco tropicale. La fumata è morbida e piacevole. Buona l’evoluzione e buono il corpo. Forza media e carica nicotinica medio bassa. Retrogusto amarotico di noci, mallo e caffè amaro. Bocca asciutta e a tratti pastosa. Lega leggermente. Persistenza nella media. Tiraggio non sempre regolare (lento), alcuni esemplari difettano (troppo pieni e compatti nel ripieno). Combustione abbastanza regolare. Non assomiglia ad un sigaro “avana” e non assomiglia neppure ad un sigaro “toscano”. È proprio una via di mezzo ed è difficile da capire. La nota amara (prevalente) è decisamente diversa e lontana rispetto a quella del Kentucky classico (Toscano). Fumata molto lunga (circa un’ora e più). Discreto il rapporto qualità prezzo, ma il sigaro deve piacere. La combinazione foglia Kentucky con foglia Tropicale è un po’ un azzardo, ma ha un suo perché. Tuttavia il sigaro non mi ha convinto del tutto e il sapore non è esaltante. È comunque una novità nel panorama dei sigari e va provata. Indicato a tutti quelli che non si identificano nei sigari “premium” caraibici e non si riconoscono nei sigari “toscani”. È un po’ una terza via. Assolutamente non indicato ai puristi. Parzialmente indicato ai neofiti (non è forte, ma va capito. La nota amara intensa può non piacere). Abbinamento consigliato un whisky purissimo, ma può andar bene anche un whisky torbato.
Voto 7,5 su un totale di 10 (per il sapore e per il tiraggio difficoltoso in alcuni esemplari)
Paolo Zancanaro 20 Marzo 2026
